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Quando un allenatore fa davvero la differenza – Obiettivo Calciatore

Quando un allenatore fa davvero la differenza

Uno degli argomenti più discussi nel mondo del calcio riguarda l’importanza degli allenatori nella conquista dei successi delle loro squadre.

Alla domanda “quanto conta l’allenatore?”  l’opinione si divide in due: da una parte quelli che li ritengono i principali artefici dei traguardi raggiunti, dall’altra chi invece attribuisce il 99% del merito ai calciatori.

Tu da quale parte stai?

Noi vogliamo darti subito la nostra opinione: l’allenatore è determinante, nel bene e nel male.

Il mister riveste un ruolo di grande importanza quando si tratta di far crescere un giovane calciatore.

Un ragazzo che si affaccia a questo sport da piccolo, deve avere la fortuna di trovare allenatori super preparati se vuole avere anche solo una possibilità di diventare un professionista.

Siamo stanchi dei Fuffa Mister, improvvisati prestati al mondo del pallone che fanno solo danni e non insegnano calcio (ne abbiamo parlato in questo articolo Clicca qui).

Un allenatore deve avere le competenze per far crescere un ragazzo sotto il profilo atletico, tecnico e psicologico.

Due giovani calciatori di pari talento possono fare carriere completamente diverse a seconda degli allenatori che hanno avuto.

Lo stesso discorso vale per gli allenatori di Serie A, che hanno infatti staff di grandissimi preparatori atletici e talvolta anche psicologi o motivatori per aiutare i giocatori in difficoltà.

A quei livelli intervengono maggiormente nella parte tecnica, a volte cambiando radicalmente la carriere ad un calciatore.

Un esempio è Gianluca Zambrotta, il terzino sinistro della nazionale campione del mondo del 2006.

Giocava come ala destra al Bari, prima che un grandissimo allenatore come Marcello Lippi lo riconvertisse al ruolo di terzino sinistro con risultati entusiasmanti.

Zambrotta si fidò dell’intuizione del suo Mister e si allenò talmente tanto nell’utilizzo del piede sinistro (che non era il suo piede preferito) da arrivare a crossare meglio con quello rispetto al suo piede naturale.

Nel giro di un paio di anni era considerato uno dei terzini più forti al mondo.

Una storia per certi versi simile è quella di Zlatan Ibrahimovic, che approdò alla Juve e trovò Fabio Capello.

Ibra racconta che il Mister, dopo averlo osservato i primi giorni di ritiro, lo costrinse ad ore ed ore di allenamento supplementare, perché Ibra non sapeva calciare abbastanza bene.

Oggi è diventato il bomber che tutti conosciamo, uno dei più pagati e idolatrati del mondo.

Come vedi, gli allenatori quando hanno grandi capacità fanno la differenza e contribuiscono alla crescita e al modellamento di un calciatore.

Come è anche vero, che un calciatore che ambisce a raggiungere grandi livelli, deve avere una grande attitudine all’allenamento e una voglia matta di mettersi in discussione e di migliorare.

Tu sei saresti disposto a metterti in discussione e ad allenarti per diventare grande?

Commenta l’articolo e scrivici la tue età, il tuo ruolo, le tue migliori qualità e quelle in cui invece pensi di dover migliorare.

Se non l’hai ancora fatto iscriviti al gruppo Facebook di Obiettivo Calciatore cliccando qui, troverai esperti del mondo del calcio pronti ad aiutarti nella tua crescita.

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