Non mollare mai: la verità raccontata con  un coro da stadio

Uno dei cori da stadio più emozionanti e che caricano maggiormente i calciatori, è il non mollare mai gridato dai tifosi all’unisono per incitare i propri campioni.

È proprio questo che vogliono i tifosi: puoi sbagliare un passaggio, puoi sbagliare un rigore, ma devi sempre dare tutto te stesso, dare l’anima per la maglia che indossi.

I giocatori più amati dai tifosi, non sono sempre quelli che fanno più gol, ma quelli che rappresentano la squadra e che lottano su ogni pallone per tutti i 90 minuti di gioco.

“Non mollare mai” è un atteggiamento  che dipende da 2  fattori: mentale e fisico.

L’esempio più lampante di questo è forse Gennaro  Gattuso, detto ringhio proprio per la sua proverbiale attitudine al sacrificio che lo rendono l’emblema del non mollare mai.

Come ha fatto un calciatore come lui, dalle doti tecniche spesso messe in discussione, ad alzare la Coppa del Mondo da protagonista?

Ci è riuscito con un atteggiamento mentale ed una determinazione fuori dal comune, che lo hanno reso agli occhi dei tifosi il simbolo della lotta fino all’ultimo minuto.

Gattuso era diventato un punto di riferimento per i suoi compagni, che sapevano di trovare Ringhio a coprirgli le spalle se avessero sbagliato un passaggio o una diagonale.

Il carattere di ferro e le sue attitudini innate al sacrificio, da sole non sarebbero bastate per permetterli di lottare fino all’ultimo minuto di gara per tutta la carriera.

Qui entra in gioco il secondo fattore: la condizione fisico – atletica.

Per poter combattere su ogni pallone ed essere al top della performance per tutta la durata della gara, devi essere preparatissimo da un punto di vista atletico, altrimenti quando la tua testa ti dirà di lottare su quel pallone, le gambe non risponderanno a dovere.

L’allineamento tra condizione mentale e condizione fisica è fondamentale per tirare fuori prestazioni di altissimo livello, e l’abbinamento di questi due fattori può aiutarti a superare o compensare anche anche eventuali limiti tecnici (proprio come successo a Gattuso).

Gattuso, e i calciatori come lui, sono sempre i primi ad arrivare al campo di allenamento e gli ultimi ad uscire.

Sembra una frase fatta ma è esattamente così.

È solo in questo modo che si diventa grandi ed è solo così che anche tu puoi ambire a diventare un calciatore professionista.

Ora la domanda è:

Sei disposto a sacrificarti per inseguire il tuo sogno?

Se la risposta è si, esegui subito il test psicologico per capire se hai il carattere giusto per sfondare nel grande calcio, altrimenti sarai l’ennesima bella promessa destinata a rimanere nell’ombra.

FAI IL TEST ORA CLICCANDO QUI

Dacci dentro campione, il grande calcio aspetta solo te!

Leave a Reply

google331d33285617f541.html