L’ubriacone che aveva sconvolto il mondo con le sue doti calcistiche che non è riuscito a diventare un campione

Tecnica, prestanza atletica e testa sulle spalle.

Questi sono i tre aspetti che devi curare, con maniacale attenzione, che fanno la differenza tra un normale giocatore di provincia e i campioni che ammiri in Tv.

Senza almeno due di queste caratteristiche puoi tranquillamente appendere gli scarpini al chiodo e riaprire i libri di scuola, il tuo destino è segnato e non avvererai mai il tuo sogno di giocare tra i professionisti per cui è meglio che studi e ti trovi un lavoro vero.

Ho due notizie per te: una buona e una cattiva:

BUONA NOTIZIA

La buona notizia è che le capacità tecniche e le prestazioni atletiche possono essere allenate: se disponi di un programma di allenamento ben studiato e basato su un approccio scientifico puoi davvero raggiungere un livello altissimo e confrontarti con i migliori giocatori d’Italia.

Se avrai l’intelligenza di leggere l’articolo fino in fondo, ti fornirò gli strumenti necessari (per non dire indispensabili) per portare le tue qualità tecnico/fisiche ad un livello che fino ad oggi hai solo sognato di raggiungere.

Ne parliamo tra poco, ma prima voglio raccontarti l’incredibile storia di uno dei giocatori più promettenti della storia del calcio e voglio farlo per analizzare insieme i motivi per cui non senti mai parlare di lui (se non nei club degli amatori nostalgici).

La storia narra di un ragazzo delle favelas Brasiliane.

Un giovane con così pochi soldi da non riuscire ad avere il pane in tavola tutte le sere.

Le sue giornate passavano noiose tra sparatorie e risse, non aveva via di scampo: sarebbe stato presto fagocitato dall’atroce mondo delle favelas Brasiliane.

Il giovane aveva però un talento naturale per il calcio: madre natura aveva deciso di dotarlo di qualità tecniche fuori dal comune e di una prestanza atletica fino a quel momento mai vista.

All’età di 18 anni il giovane era già pronto per esordire tra i professionisti e in una notte umida di calcio estivo, ebbe la possibilità di mostrare al mondo il suo talento.

Dopo soli 10 minuti dal suo esordio capita una punizione dal limite dell’area di rigore.

Il nostro eroe mostra personalità e prende il pallone, pronto ad incaricarsi della battuta.

Fischio dell’arbitro, rincorsa lunga e SBAMM! Una fucilata sotto la traversa che lascia immobile l’incredulo portiere avversario.

Il mondo aveva scoperto una stella: Adriano Leite Ribeiro, più semplicemente “l’imperatore”.

L’ascesa fu fulminea, dopo un anno era già titolare fisso in una delle migliori squadre d’Italia e tutte le testate giornalistiche sportive (cosi come i tecnici di tutto il mondo) erano concordi sul fatto che Adriano sarebbe diventato uno dei calciatori più forti di tutti i tempi.

Aveva una tecnica sopraffina: dribbling, palla incollata al piede e un tiro poderoso in grado di piegare le mani anche ai portieri più esperti.

Aveva una prestanza atletica disumana, una velocità doppia rispetto a tutti gli altri giocatori in campo, che accoppiata al suo fisco possente lo rendevano praticamente immarcabile.

Aveva però un grande problema: una testa cosi bacata che sarebbe diventato lo zimbello del calcio mondiale tanto da modificare anche il suo appellativo da “l’imperatore” a “l’ubriacone”.

Iniziò a sostituire gli allenamenti con le serate nei locali notturni della Milano da bere, e invece di allenare le sue gambe a mantenere il suo livello calcistico, allenava i bicipiti al sollevamento del bicchiere da cocktail.

La parabola discendente fu inevitabile e nel giro di un paio d’anni la sua carriera rovinò drasticamente scendendo di livello giorno dopo giorno, fino alla sua inevitabile e drammatica fine calcistica.

La testa, amico mio, è questo il segreto.

Quante volte hai sentito la frase: “quello lì non è arrivato in serie A perché non aveva la testa?”

Scommetto molte volte ed il motivo è molto semplice…

ECCO LA CATTIVA NOTIZIA

Puoi avere un tiro micidiale, una velocità supersonica, ma se non possiedi le qualità mentali necessarie per mantenere il tuo livello di gioco sempre al top e la determinazione necessaria ad impegnarti tutti giorni nel tuo miglioramento, ogni tua qualità verrà sopraffatta, trasformandoti da potenziale campione a sicuro asino.

La differenza tra un ubriacone mai esploso e un campione che per tutta la sua vita calcistica calcherà i campi della serie A, è tutta nella testa e allenarla è difficilissimo.

Se vuoi allenare tecnica e fisico puoi scaricare la guida gratuita cliccando qui e allenarti forte con gli esercizi che trovi all’interno.

Sono basati tutti su metodologie scientifiche di comprovato valore, li potrai applicare anche da subito, ti basterà inserire la tua mail e il tuo nome nel box che troverai e riceverai la guida immediatamente nella tua casella mail pronto per essere utilizzato.

Se invece vuoi scoprire se hai le qualità mentali e l’attitudine necessaria per giocare con i professionisti, fai il test psicologico cliccando qui

In alternativa, puoi continuare a rimanere nei polverosi campi di provincia e rinunciare al tuo sogno. La palla passa a te, sei pronto ad accettare la sfida?

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