Il ruolo di un calciatore: e se il tuo fosse quello sbagliato?

Uno degli aspetti più delicati nella costruzione di un calciatore che aspira a diventare professionista è la scelta del ruolo.

Si inizia alla scuola calcio senza particolare attenzione alla posizione in campo, in quel momento l’obiettivo è solo il puro divertimento, salvo poi ritrovarsi nelle categorie giovanili a giocare in un ruolo ben preciso, senza saperne nemmeno il perché.

Prova a farti questa domanda: ricordi chi e perché ti ha schierato nel tuo ruolo attuale?

Forse un mister che aveva bisogno di un giocatore in quel ruolo, forse la tua stessa voglia di giocare in quella posizione di campo: nella maggior parte dei casi la definizione del ruolo avviene senza una vera e propria analisi del giocatore.

Il rischio, in questo caso, è molto alto: potresti ritrovarti per anni a giocare in una posizione non adatta alle tue caratteristiche, con delle conseguenze negative per tue prestazioni e per la tua carriera.

Un esempio molto chiaro di quello che ti sto dicendo ha un nome e un cognome: Andrea Pirlo.

Talento inespresso del nostro calcio, trequartista modesto e spesso relegato in panchina fino alla svolta inaspettata.

Pirlo si trasferisce al Milan senza grandi aspettative, un acquisto che non entusiasma i tifosi: la squadra però è allenata da un certo Carlo Ancelotti, che raccoglie l’intuizione di Carlo Mazzone che aveva già provato Pirlo in quel ruolo, e lo schiera regista davanti alla difesa.

La trasformazione da bruco a farfalla è brevissima.

Pirlo in poco tempo passa dall’essere considerato un trequartista lento e inefficace, al riconoscimento unanime da parte della critica di regista più forte al mondo.

Come è stato possibile tutto questo?

Mettiamo da parte l’intuizione di Mazzone e Ancelotti e analizziamo i fatti:

Pirlo non aveva il “passo” per giocare trequartista, il suo proverbiale lancio di 30 metri non veniva valorizzato in quella zona del campo, la sua fragilità fisica (specialmente nei primi anni) lo penalizzava nei contrasti in quella zona di campo, dove si scontrava con difensori piazzati e potenti.

Davanti alla difesa emergevano invece tutte le sue qualità: il passo lento e cadenzato non si rivelava un difetto anzi, gli garantiva quell’effetto “metronomo” proprio dei grandi centrocampisti, e con vicino un mediano di  quantità come Gattuso che gli faceva da bodyguard e lo aiutava nella fase difensiva, i risultati si vedevano. Eccome se si vedevano, stava diventando uno dei più grandi giocatori del mondo, rivoluzionando il modo di interpretare il ruolo cosi tanto che oggi non è raro sentire i giornalisti sportivi esperti in calciomercato dire “per quella squadra servirebbe un giocatore alla Pirlo”

E’ proprio questo il punto: nella scelta del ruolo è fondamentale l’analisi delle caratteristiche, questo fa la differenza tra un giocatore mediocre e un vero campione.

Pirlo sarebbe rimasto un calciatore modesto se avesse continuato a giocare da trequartista, mentre le sue caratteristiche lo rendevano un regista eccelso.

Tu che ruolo hai? Sei sicuro che sia quello giusto? O magari sei come Pirlo, promettente campione ma nella posizione di campo sbagliata?

Sicuramente non sai che esistono dei criteri di valutazione scientifici per valutare le tue caratteristiche e aiutarti a capire in che ruoli puoi dare il meglio.

Devi valutare i tuoi parametri tecnici, atletici e attitudinali.

All’interno del libro “Uno su mille ce la fa – Diventa calciatore professionista e fatti notare dalle squadre giuste anche se non sei Ronaldo” – trovi i test che ti aiuteranno a valutarti.

Confrontati anche con i tuoi compagni di squadra per verificare le tue abilità rispetto agli altri.

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Buon allenamento!

Dacci dentro campione, il grande calcio aspetta solo te!

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