Da Operaio a Calciatore: l’incredibile storia di……

Nel mondo del calcio è pieno di fenomeni esplosi tardi o non esplosi affatto.

Colpa del destino?

Niente affatto: nella maggior parte dei casi a fare la differenza è solo l’occasione giusta.

Nel 2011, all’età di 23 anni, un ragazzo di provincia lavorava in fabbrica per portare a casa un onesto stipendio da operaio.

8 ore al giorno chino sul suo tavolo da lavoro per 5 giorni alla settimana: guadagni scarsi, nessuna possibilità di crescita e il sacrificio dovuto ad una routine logorante.

L’unica valvola di sfogo era rappresentata da quei 100 metri di prato verde.

Alle 20.00 in punto, dopo aver staccato da una massacrante giornata di lavoro, indossava gli scarpini e non rinunciava all’allenamento con la sua squadra di bassa lega.

E’ la passione che ti muove, l’amore per questo sport che ti spinge a fare questo, che ne sanno quelli che li definiscono “22 scemi che corrono dietro ad un pallone”?

Pioggia, vento, neve, nulla ti può fermare quando hai un amore cosi grande per lo sport più bello del mondo.

Ma torniamo al nostro amico e al suo sogno.

Si perché lui aveva un sogno, a cui non era disposto a rinunciare.

Lo coltivava fin da piccolo, voleva a tutti i costi diventare un calciatore professionista.

Non aveva smesso di crederlo nemmeno in quei frangenti, all’età di 23 anni e con un lavoro alle spalle quando tutti intorno gli avevano suggerito di rinunciare.

Eppure aveva talento: una progressione impressionante, un fiuto del gol degno dei migliori attaccanti.

Forse una tecnica non eccelsa, ma segnava, aveva sempre segnato tanto.

Questo non era bastato fin’ora, non era riuscito a fare della sua passione il suo lavoro ed era costretto a dividersi tutti i giorni tra la fabbrica e quel campo di periferia ma per lui ricco di significato.

Poi la svolta!

Ha 24 anni, 4 figli e ha completato la sua ultima stagione in una squadra che non hai mai sentito nominare: il Fleetwood, dove completa l’anno siglando 31 goal in 36 gare (anche se l’allenatore era costretto quasi sempre a sostituirlo per farlo rientrare in tempo a casa).

In un match di sesta lega inglese (si hai capito bene, sesta lega!) viene notato per pure caso da un osservatore del Leicester.

Si trasferisce e in soli 3 anni vince la premier da capo cannonniere e conquista la maglia numero 9 della nazionale inglese.

Il suo nome è Jamie Vardy!

Ci vogliono 3 caratteristiche per diventare un calciatore professionista: Il carattere, la tecnica, e doti atletiche.

Jamie le aveva tutte e 3, ma fino a 24 anni non aveva mai avuto l’occasione di metterle in mostra.

In ogni campo di periferia c’è un Jamie Vardy che aspetta solo la sua chance.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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